Problemi di comportamento

Come insegnare al cane a non mangiare le feci

La coprofagia (mangiare feci) è un comportamento sgradevole ma comune. Con un controllo veterinario, una buona gestione dell'ambiente e l'addestramento al rinforzo positivo possiamo ridurlo in modo efficace e rispettoso.

Media 2-3 settimane Sessioni quotidiane brevi, con supervisione costante durante il periodo di lavoro

Molti cani, prima o poi, manifestano interesse per le feci: le proprie, quelle di altri cani o di altri animali. Gli escrementi di gatto e di erbivori sono spesso i preferiti. Oltre a essere un'abitudine poco igienica, comporta rischi reali per la salute: il cane può contrarre parassiti, alcuni dei quali trasmissibili anche all'uomo, e ingerire residui di farmaci somministrati ad altri animali. Per questo vale la pena affrontare il problema con metodo.

Le cause sono diverse e capirle è il primo passo. A volte è una semplice questione di gusto: per molti cani le feci hanno davvero un sapore appetibile, e quelle di gatto sono ricche di proteine. I cuccioli spesso le assaggiano per pura esplorazione e smettono crescendo. In altri casi la coprofagia può segnalare una carenza nutrizionale, problemi di assorbimento dei nutrienti o, nei cani con un passato di denutrizione, un'abitudine appresa che resta anche quando la dieta migliora.

Proprio perché le cause sono varie, prima di tutto conviene parlarne con il veterinario. Un esame completo serve a escludere carenze o disturbi digestivi: in quel caso, integrare correttamente la dieta può risolvere il problema alla radice, senza bisogno di alcun esercizio.

Cosa ti serve

Una buona scorta di bocconcini ad alto valoreBocconcini di valore inferiore (crocchette o biscotti semplici)Gestione attenta dell'ambiente: raccolta immediata delle feciEventuale integratore/deterrente alimentare consigliato dal veterinarioTanta costanza e pazienza

Metodi a confronto

Metodo del 'Lascia'

Consigliato

Ti servono

Bocconcini a basso valoreBocconcini ad alto valore (premio finale)
  1. 1

    Presenta il bocconcino nel pugno chiuso

    Tieni un bocconcino nel pugno chiuso e porgilo al cane. Quando annusa, lecca o cerca di prenderlo, di' 'Lascia' con voce calma e ferma, senza alzare il tono.

  2. 2

    Premia il momento giusto

    Aspetta che il cane smetta di insistere e si allontani anche di poco. In quell'istante di' 'Sì' e apri la mano offrendo un bocconcino migliore, tenuto nell'altra mano. In alcune ripetizioni lascia che indaghi sul pugno e premialo senza dare il comando, così capisce che 'Lascia' significa qualcosa di preciso.

  3. 3

    Porta l'esercizio a terra

    Quando il cane risponde bene, appoggia il bocconcino a basso valore sul pavimento (puoi coprirlo con un dito all'inizio). Di' 'Lascia' e premia con un bocconcino di valore superiore quando obbedisce.

  4. 4

    Aumenta gradualmente la difficoltà

    Sposta l'esercizio in stanze diverse, poi all'aperto, lasciando bocconcini in punti strategici. Ogni volta che il cane li trova, chiedi 'Lascia' e premia. Col tempo sostituisci parte dei bocconcini con lodi ed entusiasmo.

  5. 5

    Applica il comando alle feci

    Una volta che il 'Lascia' è solido, usalo quando il cane si avvicina a delle feci. Premia sempre e con calore il fatto che le abbia lasciate stare: è il comportamento che vuoi rinforzare.

Consigli

  • Fai sempre visitare il cane dal veterinario per escludere carenze o problemi di assorbimento: spesso è la soluzione più rapida
  • Raccogli le feci subito dopo che il cane le ha prodotte: togliere l'accesso è metà del lavoro
  • Durante le passeggiate tieni il cane al guinzaglio e resta attento, così puoi distrarlo prima che raggiunga eventuali feci
  • Su consiglio del veterinario, alcuni integratori alimentari rendono le feci poco appetibili senza alcuna coercizione
  • Premia sempre il comportamento corretto: il rinforzo positivo è più efficace e duraturo di qualsiasi correzione

Errori da evitare

  • Non usare mai punizioni, urla, collari elettrici, spaventi o deterrenti applicati di nascosto: sono pratiche dannose e controproducenti, e possono peggiorare il problema o creare paura
  • Non sgridare il cane: se la coprofagia è legata alla noia o alla ricerca di attenzione, la sgridata diventa essa stessa una ricompensa
  • Non trascurare la causa: affrontare solo il sintomo senza un controllo veterinario raramente risolve
  • Non lasciare il cane senza supervisione in giardino se è un coprofago abituale

In conclusione

La coprofagia si gestisce meglio combinando tre cose: un controllo veterinario che escluda cause mediche, una buona gestione dell'ambiente e un addestramento gentile basato sul rinforzo positivo. Con costanza e pazienza, e premiando sempre le scelte giuste del cane, l'abitudine si riduce in modo sicuro e rispettoso del suo benessere.

Domande frequenti

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