Cherry Eye nel Mastino Napoletano
Il 'cherry eye' (occhio di ciliegio) è il nome comune dato al prolasso della ghiandola lacrimale della terza palpebra. Nel Mastino Napoletano, la conformazione facciale caratteristica con abbondanti pieghe cutanee e le pliche intorno agli occhi rendono questa razza particolarmente predisposta. Si manifesta come una massa rossa visibile nell'angolo interno dell'occhio, che ricorda visivamente una ciliegia. È una condizione trattabile ma richiede intervento chirurgico per una risoluzione definitiva.
Le razze con conformazione facciale caratterizzata da pieghe cutanee abbondanti, muso corto e occhi con esposizione aumentata (come il Mastino Napoletano) hanno una predisposizione documentata al cherry eye. La ghiandola lacrimale della terza palpebra, che normalmente rimane nascosta nell'angolo interno dell'occhio, perde il suo ancoraggio al tessuto sottostante e prolassa verso l'esterno.
Cos'è: Cherry Eye nel Mastino Napoletano
Il cherry eye è il prolasso della ghiandola lacrimale della terza palpebra (nictitante). Questa ghiandola produce circa il 30% delle lacrime del cane e, quando prolassa, si espone all'aria, ai traumi e all'infiammazione. Se non trattata, la ghiandola si infiamma, si secca e può perdere permanentemente la sua funzione, causando occhio secco cronico (cheratocongiuntivite sicca).
Prolasso unilaterale
Il cherry eye si manifesta in un solo occhio. Anche se viene trattato solo un lato, esiste un rischio del 40-60% di svilupparlo anche nell'altro occhio in seguito.
Prolasso bilaterale
Entrambe le ghiandole lacrimali si prolassano, contemporaneamente o in momenti diversi. Più comune nelle razze predisposte.
Sintomi precoci
Sintomi avanzati
Portare il Mastino Napoletano dal veterinario appena si nota la massa rossa nell'angolo interno dell'occhio. Il cherry eye non si risolve spontaneamente e ritardare il trattamento aumenta il rischio di danni permanenti alla ghiandola lacrimale. Visita entro 24-48 ore dalla comparsa.
Come si diagnostica
La diagnosi di cherry eye è clinica: la massa rossa nell'angolo interno dell'occhio è inequivocabile. Il veterinario valuta le dimensioni, il grado di infiammazione e l'eventuale coinvolgimento dell'occhio controlaterale.
Misura la produzione lacrimale. Eseguito per valutare se la ghiandola prolassata ha già subito danni funzionali e per confrontare con i valori post-operatori.
Esclude ulcere corneali che possono coesistere con il cherry eye o svilupparsi come complicanza dell'irritazione cronica.
La diagnosi di cherry eye è visiva e immediata. L'importanza degli esami complementari è nella valutazione della funzione lacrimale preoperatoria e post-operatoria, fondamentale per decidere se la ghiandola ha conservato la sua capacità produttiva.
Il riposizionamento chirurgico precoce ha una prognosi eccellente con recupero completo della funzione ghiandolare nella maggior parte dei casi. La ricorrenza dopo chirurgia esiste (10-20% dei casi) e può richiedere un secondo intervento. Se il cherry eye viene trascurato a lungo, il rischio di danni permanenti alla ghiandola e di sviluppare occhio secco aumenta significativamente.
Chirurgia di riposizionamento (tecnica tasca o ancoraggio)
Efficacia: Trattamento di sceltaIl trattamento di scelta: la ghiandola viene riposizionata nella sua sede naturale con punti di sutura che la ancorano al periorbita. Preserva la funzione ghiandolare e la produzione lacrimale. Tecnica preferita rispetto all'exeresi.
Scegliere allevatori che non selezionano per conformazioni facciali estreme che aumentano il rischio di cherry eye. Una conformazione meno estrema delle pieghe facciali riduce il rischio.
Non è possibile prevenire il cherry eye, ma intervenire chirurgicamente subito dopo la comparsa previene i danni alla ghiandola lacrimale e riduce il rischio di occhio secco a lungo termine.
Visita oculistica annuale per identificare precocemente il cherry eye e altre patologie oculari correlate alla conformazione della razza.
Visita oculistica a 6-12 mesi per tutti i cuccioli di Mastino Napoletano. Monitoraggio regolare dell'area perioculare durante le sessioni di pulizia quotidiana delle pieghe del muso.
Cosa fare
Cosa evitare
Adattamenti consigliati per casa
Il cherry eye può preoccupare il proprietario per l'aspetto insolito. Rassicurarsi che con l'intervento precoce la prognosi è ottima. Dopo la chirurgia, la guarigione richiede circa 2-3 settimane di cure post-operatorie attente.
Utile per il Mastino Napoletano. La chirurgia del cherry eye (300-700€) può colpire entrambi gli occhi e richiedere revisione chirurgica in caso di recidiva. Un'assicurazione copre questi costi.
Consigli pratici
Il cherry eye non guarisce spontaneamente. Ogni settimana di ritardo permette alla ghiandola di infiammarsi maggiormente, riducendo le probabilità di successo del riposizionamento. L'intervento precoce (entro 1-2 settimane dalla comparsa) dà i migliori risultati.
Alcuni veterinari di vecchia scuola ancora rimuovono la ghiandola come prima scelta. Insistere per il riposizionamento: preservare la ghiandola significa preservare il 30% della produzione lacrimale del cane, riducendo enormemente il rischio di occhio secco cronico a lungo termine.
Se il cherry eye compare in un occhio, il rischio di svilupparlo anche nell'altro nei successivi 6-12 mesi è del 40-60%. Monitorare attentamente l'occhio controlaterale e segnalare immediatamente qualsiasi arrossamento o gonfiore nell'angolo interno.
A 1-2 mesi dall'intervento, eseguire un test di Schirmer per verificare che la ghiandola riposizionata abbia recuperato la sua funzione lacrimale. Valori bassi (sotto 10 mm/min) indicano rischio di occhio secco e richiedono supplementazione lacrimale.
Domande frequenti
Altre patologie del Mastino Napoletano
Cherry Eye nel Mastino Napoletano in altre razze
Hai bisogno di un veterinario?
Trova uno specialista qualificato vicino a te: visita, diagnosi e follow-up per la salute del tuo animale.
Cerca veterinari nella tua zonaApprofondisci su Mastino Napoletano
Nota medica: Il cherry eye nel Mastino Napoletano richiede intervento chirurgico con tecnica di riposizionamento (pocket technique o Morgan pocket). L'exeresi è controindicata come prima scelta perché riduce permanentemente la produzione lacrimale e aumenta il rischio di cheratocongiuntivite sicca a lungo termine. Il test di Schirmer post-operatorio a 30 e 60 giorni è fondamentale per monitorare la funzione ghiandolare e iniziare precocemente la supplementazione lacrimale se necessario. La bilateralità deve essere preventivamente comunicata al proprietario.
- Linee guida SCIVAC (Società Culturale Italiana Veterinari per Animali da Compagnia) — www.scivac.it
- FNOVI — Federazione Nazionale Ordini dei Veterinari Italiani — www.fnovi.it
- Portale del Ministero della Salute, sezione salute e benessere degli animali — www.salute.gov.it
Ultima revisione: 2025-11-02
